Dal 2017, è entrata in vigore in maniera definita la legge relativa al riscaldamento centralizzato ed alla contabilizzazione del calore nei condomini. Questa legge obbliga tutti i condomini con riscaldamento centralizzato di dotare ogni calorifero di un ripartitore di calore per contabilizzarlo e nel seguire le nuove disposizioni in termini di costi dei consumi. Le nuove disposizioni suddividono i consumi volontari e consumi involontari. I primi verranno misurati dai contabilizzatori, mentre i consumi involontari sono regolamentati da una nuova tabella millesimale del riscaldamento.

Ogni mese, gli appartamenti e quindi i condomini, sosterranno una spesa pari alla somma di questi due tipi di consumo. I consumi involontari provengono indicativamente da:

  • Spese di manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • Spese di gestione del servizio di lettura di contabilizzazione;
  • Perdite ordinarie della rete di distribuzione (dispersione di calore);

Il decreto legge approvato, obbliga inoltre all’installazione su ogni radiatore di valvole termostatiche. Si tratta di valvole che permettono di regolare l’emissione di calore e anche di chiudere temporaneamente un radiatore, in modo da scaldare lo le stanza che ci servono e disperdere meno calore.

Le Sanzioni

In caso di inottemperanza dell’obbligo di contabilizzazione e di utilizzo delle nuove tabelle millesimali sono previste contravvenzioni per migliaia di euro.

In caso di mancata installazione dei sistemi di contabilizzazione e termoregolazione sono previste ammende da 500€ fino a 2500€.

Per quanto riguarda le tabelle millesimali, se il condominio non ripartisce le spese seguendo le nuove indicazioni si rischia una sanzione amministrativa che va, anch’essa, dai 500€ ai 2500€.

I costi

Il costo di installazione dei dispositivi per la contabilizzazione del calore e per le termovalvole può essere molto alto, ma va ricordato che il risparmio annuo va a far sì che, questa cifra, venga assimilata in poco tempo.

Il costo varia, comunque anche in base al tipo di ripartitori di calore (i dispositivi che effettuano la contabilizzazione da mettere su ogni termosifone) che vengono acquistati. I ripartitori di calore attraverso alcuni algoritmi, riescono a definire in maniera molto precisa esattamente il consumo termico dell’appartamento.

 Si parte da un costo base intorno ai 30/40€, per dispositivi ad un solo sensore e senza trasmissione radio, fino ai 70/100€ per ripartitori con doppio sensore e trasmissione radio dei dati.

I dispositivi con trasmissione radio hanno sì un costo maggiore, ma permettono di non dover effettuare la lettura manuale, ma i dati vengono direttamente inviati alla centrale di controllo.

Altroconsumo (nota associazione dei consumatori), ha stimato il costo medio per una casa di 80 metri quadri e 6 caloriferi, in circa 1.000€. Questo prezzo include anche le eventuali spese ripartite per la conversione dell’impianto condominiale da portata fissa a portata variabile.

I vantaggi

La contabilizzazione del calore non è solo obblighi e sanzioni, ma è un reale vantaggio nei sistemi di riscaldamento centralizzato.

L’impianto sarà, infatti, più sicuro perché è più facile capire dove ci sono dispersioni e guasti. Inoltre, il consumo minore dovuto alla minore dispersione ed al maggior controllo, porterà un risparmio notevole sulle spese per il riscaldamento.

I condomini, non hanno più orari di accensione e spegnimento, ma ogni appartamento gestirà i suoi caloriferi. Rimangono in vigore solo le finestre stagionali di accensione e spegnimento, diverse per ogni comune di appartenenza. Sarà comunque il condominio, con tutti i condomini, a capire come effettuare i lavori e come ripartire i costi sostenuti.

In conclusione, sembra chiaro che il costo iniziale per questo intervento obbligatorio può essere elevato per il condominio, ma, oltre l’obbligo di legge, è provato che ciò porterà ad un’efficienza energetica maggiore per tutti gli impianti, e di conseguenza un notevole risparmio per il condomino.

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