Un mercato che sta conoscendo un periodo buio e alquanto discusso è sicuramente quello immobiliare. Nonostante alcuni piccoli segnali di miglioramento pervenuti negli ultimi dieci anni il momento storico rimane uno dei più critici: infatti dal 2010 la mole effettiva di transizioni riguardanti le compravendite di appartamenti hanno subito una diminuzione addirittura del 15%.

Un dato sicuramente sconfortante che permette di avere un quadro chiaro della situazione: il valore del mattone si abbassa sempre di più e conseguentemente il divario tra classi sociali povere e classi sociali abbienti diventa maggiore. Perché? Chi ha di bisogno vende (svalutando) e chi ha la possibilità di investire lo fa consapevole che tra qualche anno i prezzi torneranno ad aumentare.

Ma in tutto questo, nel mercato appena sopracitato, c’è una figura professionale che nonostante il periodo di crisi riesce a farsi spazio senza grossi problemi: è il lavoro del mediatore immobiliare che ha il compito di mettere in contatto due parti (con le quali ovviamente non deve avere alcun legame) affinchè l’operazione possa andare effettivamente in porto.

Come si diventa agenti immobiliari

Il lavoro dell’agente immobiliare è un lavoro estremamente dinamico che non permette di sedersi sugli allori e obbliga ad avventarsi sulle potenziali prede come s degli avvoltoi. Ma come si intraprende la strada che porta all’esercizio effettivo della professione?

Di base sono due le possibilità per conseguire il patentino: in primo luogo si potrebbe dimostrare la collaborazione per un periodo superiore a ventiquattro mesi con una società immobiliare così facendo verrebbe meno quell’iter che obbliga alla partecipazione di un determinato corso.

Corso che invece è indispensabile per chi non ha esperienze pregresse così longeve: per potervi partecipare bisogna essere in possesso di un diploma di scuola media superiore. Avuto ciò si ha la possibilità di frequenza che comporta, alla fine, un esame su nozioni che vertono sul diritto pubblico e privato, su nozioni bancarie e quant’altro.

Se superato quest’ultimo step si può fare richiesta esplicita alla Camera di Commercio per l’apertura di una partita Iva (con tanto di codice REA) che abilita effettivamente all’esercizio della professione.

Compiti e guadagni dell’agente immobiliare

Come detto precedentemente il lavoro dell’agente immobiliare si scompone in diverse parti. Di base deve riuscire a mettere in contatto due parti per dare il via ad una ipotetica trattativa di compravendita. A questo punto diventano fondamentali le capacità di vendita dell’agente immobiliare stesso che, mediante parole, gesti e ragionamenti più o meno persuasivi, deve riuscire in tutti i modi a convincere ambedue le parti che l’affare è dietro l’angolo.

Svolto questo lavoro quali sono i compensi? Sicuramente non sono irrisori, questo è poco ma sicuro. Su una chiusura di una compravendita il guadagno netto di un agente oscilla tra l’1% e il 3% sull’importo totale della vendita: se ad esempio l’immobile è stato venduto per 100.00€ il guadagno netto potrebbe essere di 1000€ o 3.000€.
Certo, e va sottolineato, che non si chiudono compravendite di questo calibro quotidianamente ma oggettivamente parlando sono compensi notevoli.

Esistono però dei casi specifici dove il mediatore non ha diritto ad alcun compenso. Ecco i casi:

  • Nel caso in cui non sia iscritto al Rea in quanto non potrebbe esercitare la professione;
  • Nel caso in cui nell’eventuale esito positivo della trattativa la sua figura sia risultata marginale;
  • Nel caso in cui, ovviamente, l’affare non si sia concluso con l’esito sperato.

Detto tutto ciò è un percorso formativo che probabilmente conviene inseguire. L’iter è fondamentalmente accessibile a tutti ipso facto anche chi non è del settore vi si potrebbe immedesimare con ottimi risultati. Ovviamente, però, bisogna essere portati nel fiuto dell’affare. Se non vi è la predisposizione è forse meglio virare su altre opzioni.

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