La vita nei condomini non è sempre facile. Può diventare molto frustrante e complicata se non si riesce ad accordarsi sulle parti comuni. Una delle tante “questioni” problematiche è quella delle pulizie condominiali. Tutto ciò che riguarda gli spazi comuni è regolamentato dall’articolo 1117 codice civile, che, come vedremo, lascia molto spazio alle decisioni all’assemblea condominiale.

L’assemblea condominiale può decidere di effettuare le pulizie condominiali in tre modi:

  • Affidare la pulizia ad una ditta specializzata;
  • Assumere una persona, anche interna al condominio, e affidarle la pulizia sotto compenso;
  • Stilare una turnazione tra i condomini ed effettuare una pulizia “fai da te”.

Chi deve sostenere le spese?

La questione è molto controversa ed è spesso motivo di litigio tra condòmini. Per prima cosa fa fede il regolamento condominiale: le annotazioni presente in quel documento prevalgono sul Codice Civile e può modificarle solo un voto unanime dell’assemblea condominiale.

Se manca un regolamento interno fa fede l’articolo 1123 e 1124 del Codice Civile. Questi due articoli regolamento le spese affermando che vanno ripartite in maniera proporzionale al valore della proprietà di ciascuno. In caso di più scale, cortili e pianerottoli, le spese sono a carico dei condòmini che utilizzano quegli spazi.

Per le aree comuni si precisa, però, che le spese devono anche essere ripartite in proporzione all’uso che ne fanno i condomini. L’articolo 1124, che riguarda anche le pulizie condominiali, afferma che “La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l'altra metà esclusivamente in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo.”

Pulizie condominiali “Fai da te”

Nei condomini più piccoli o in quelli dove si vuole risparmiare qualche soldo si può decidere di provvedere da soli alle pulizie condominiali. Capita quindi che in assemblea condominiale si decida di pulire a rotazione stabilendo dei turni le aree comuni con grande soddisfazione di tutti quanti.

Questo è sicuramente legittimo e, il palazzo può agire in questa maniera ma spesso è la soluzione che porta a più controversie e litigi.

I problemi che ne derivano sono molti, a partire dei condomini che fanno male il loro turno o chi si rifiuta di abbracciare scopa e paletta. Ci si ritrova così ad avere cortili, scale e pianerottoli invasi dalla sporcizia e nascono continui litigi tra tutti gli abitanti del palazzo.

Cosa può fare il condominio in questi casi? In questi casi il potere dell’assemblea è nullo. Nessuno può obbligare i condomini a pulire gli spazi comuni e farlo è una violazione.

Per le pulizie condominiali quindi, l’assemblea può decidere di procedere in maniera “fai da te”, ma non può costringere tutti i condomini a partecipare.

Può, invece, decidere di adottare una modalità di pulizia delle scale obbligando tutti i condomini a partecipare alle spese, perché rientra nella sua sfera di competenza.

Affidarsi ad un’impresa di pulizie

Visti i problemi che posso crearsi con le controversie tra chi pulisce e ci no, la soluzione più vantaggiosa è rivolgersi ad una ditta di pulizie specializzata.

 I vantaggi di questa soluzione sono molteplici:

  • Risultati migliori: Al netto di rivolgerci a ditte professionali ottimizzando il tempo;
  • Trasparenza e vincoli contrattuali: Ci permettono di evitare controversie, tutto è scritto nero su bianco nel contratto con la ditta;
  • Niente più turni ma spese divise tra i condòmini: Non ci sarà più chi pulirà sempre e chi non dà il suo contributo, tutti saranno obbligati a contribuire con le spese dovute.

I prezzi

Il costo delle pulizie condominiali varia molto a seconda della città dove ci troviamo, alla grandezza del condominio e alla ditta a cui ci affidiamo.

In un discorso generale si parte da circa 15€ + Iva per piccoli condomini e rivolgendoci a ditte di piccola/media grandezza, fino ai 40/50€ l’ora per pulizie accurate (lucidatura pavimenti, vetri, ecc.) in ambienti molto grandi e rivolgendoci ai leader del settore.